Notiziegay.com a Roma
2 anni fa
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Caso Brenda, la pista dei rancori: sospettata una trans.

Brenda

Dopo svariate motivazioni, ventilate dalla stampa, gli inquirenti ipotizzano che liti tra transessuali siano alla base del decesso non chiaro di via Due Ponti.

Sul giallo Brenda, la transessuale coinvolta nell’affaire Marrazzo e morta asfissiata, inizia probabilmente a farsi chiarezza. Gli inquirenti hanno ascoltato Barbara, una trans amica della brasiliana di via Due Ponti, dopo che la squadra mobile aveva sequestrato alcuni suoi abiti per verificare la presenza di fuliggine o sangue. Durante l’autopsia sul corpo di Brenda, infatti, sono stati scoperti tagli e lesioni che risalgono a 24-36 ore prima del decesso. Il 6 febbraio scorso Barbara aveva denunciato per minacce Brenda. Adesso i magistrati sospettano che tra le due transessuali ci fossero dei rancori.(Sky Tg24)

2 anni fa
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Rivelazioni. Brenda ricevette 30 mila euro. I soldi di un ricatto? Cafasso, si va verso l’omicidio.

Mortuario

Forse omicidio la morte del pusher dei transessuali. Potrebbe diventare un’indagine per omicidio quella relativa alla morte di Gianguerino Cafasso, il pusher legato all’ambiente romano dei transessuali e indicato come il regista del video del ricatto dai carabinieri indagati.
Il 12 settembre scorso Cafasso morì per infarto provocato da overdose in una stanza di un albergo sulla via Salaria in cui viveva. Aveva 36 anni. L’autopsia fu eseguita immediatamente dopo il decesso, ma alla luce degli sviluppi della vicenda Marrazzo - in particolare la morte sospetta di Brenda - sono stati disposti alcuni approfondimenti. Non sarà necessaria la riesumazione della salma: sono sufficienti i prelievi già effettuati.

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2 anni fa
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Esclusivo! I mille casi del caso Marrazzo. Tutto quello che dovete sapere su un caso che rischia di destabilizzare l’Italia.

Natalie trans MarrazzoQuesta è una storia alla Blu Notte, piena di ombre e di nebbia fitta, questa è una storia misteriosa e controversa, una storia che coinvolge politici, forze di polizia corrotte, giornalisti e transessuali, è una storia di gossip, scandali e cocaina ma purtroppo è soprattutto una storia di morte ovvero di persone scomparse – forse – assassinate ed è proprio questo forse che carica tutta vicenda di toni opachi ed inquietanti, perché nella storia dei misteri, non solo italiani, tutte le morti scomode sono sempre state mascherate da incidenti strani, suicidi poco credibili, strane situazioni sempre sul filo della chiarezza, misteriose e controverse. Questo è un giallo, una vicenda articolata ma è soprattutto una storia che ancora si sta svolgendo e su cui non si spengono riflettori,  attenzioni e  tensioni. Questa è la storia del caso Marrazzo, ex presidente della regione Lazio dimessosi dall’incarico il 3 novembre 2009 a causa di un complicato intrigo di trans, vicoli e delitti.

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2 anni fa
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Indagini sulla morte di Brenda. Irrompono il ricatto e l’omicidio.

Mortuario

Forse omicidio la morte del pusher dei transessuali. Potrebbe diventare un’indagine per omicidio quella relativa alla morte di Gianguerino Cafasso, il pusher legato all’ambiente romano dei transessuali e indicato come il regista del video del ricatto dai carabinieri indagati.
Il 12 settembre scorso Cafasso morì per infarto provocato da overdose in una stanza di un albergo sulla via Salaria in cui viveva. Aveva 36 anni. L’autopsia fu eseguita immediatamente dopo il decesso, ma alla luce degli sviluppi della vicenda Marrazzo - in particolare la morte sospetta di Brenda - sono stati disposti alcuni approfondimenti. Non sarà necessaria la riesumazione della salma: sono sufficienti i prelievi già effettuati.

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2 anni fa
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A Roma per Brenda. In corteo Lesbiche e viados «Vogliamo la verità».

«Verità sulla morte di Brenda». Dietro questo slogan ieri centinaia di donne e transessuali hanno manifestato nel centro di Roma, in un corteo partito da piazza Vittorio fino a piazza di Porta Maggiore.

Insieme una compagnia eterogenea di studentesse universitarie, immigrate con il velo, lesbiche e transessuali di ogni età. Negli striscioni si mescolava il vocabolario della sinistra radicale a quello del femminismo anni Settanta: «Alla vostra sicurezza rispondiamo: la notte è nostra e ce la riprendiamo».

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2 anni fa
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Nel caso Marrazzo irrompe la morte di Brenda. L’amico: l’hanno ammazzato.

Brenda

Luxuria: «era una persona scomoda».
Un trans: «Stava male psicologicamente, potrebbe essersi ucciso». Palermi (Pdci): «È un omicidio inquietante»
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«L’hanno ammazzato, non so chi. Stava male psicologicamente, voleva tornare in Brasile: ora devono trovare chi ha fatto tutto questo». Così Barbara, transessuale brasiliano amico di Brenda, parla della morte del connazionale nella sua abitazione di via Due Ponti a Roma. E racconta di averlo visto la sera prima: «Giovedì ci siamo incontrati in un parcheggio, abbiamo bevuto un bicchiere di liquore, poi l’abbiamo lasciato in casa a vedere la televisione - racconta -. Né polizia né carabinieri hanno fatto nulla e tutti i trans che abitano in questa zona sono a rischio di morte, abbiamo molta paura». L’amico comunque non esclude che Brenda possa essersi suicidato e ha aggiunto che il proprietario di casa voleva buttarlo fuori.

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Caso Marrazzo. E’ morta Brenda. Ipotesi di suicidio per la trans

BrendaLa transessuale coinvolta nello scandalo che ha travolto l’ex presidente della Regione Lazio è stata trovata carbonizzata nel suo appartamento in via Due Ponti 1F, sulla Cassia.

Il corpo di Brenda non presenta segni di violenza. La situazione, riferiscono le stesse fonti, è ancora poco chiara: l’intervento è avvenuto su segnalazione dell’incendio nel seminterrato dove è stato ritrovato il corpo che si presume possa essere Brenda. L’identificazione certa avverrà solo attraverso l’esame autoptico

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2 anni fa
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Crollo del ‘mercato’ trans. “Niente affari”, smobilita in via Gradoli l’”hotel” del sesso.

Trans MarrazzoSonia: “Da mille euro al giorno ne guadagno cento”. L’agente immobiliare: appartamenti deprezzati.

«I trans stanno per andarsene, questo scandalo ha mandato a picco i loro affari». Pare che l’hotel del sesso in via Gradoli 96 stia chiudendo i battenti. Il portiere bengalese, Stanley, è contento: «Così ora si potrà stare un po’ più tranquilli». I clienti sono spariti, carabinieri e giornalisti hanno assediato fino all’asfissia il complesso dall’aspetto tranquillo e l’anima da bordello. I centodieci appartamenti, di cui sedici cantine adattate a bilocale, stanno per perdere qualche inquilino-viados. Fino al giorno prima del ricatto erano ventitré, adesso sui citofoni si vede qualche pecetta sui cognomi di prima. «Me ne sto per andare anch’io – si sfoga Sonia, 25 anni, pescarese, sbarcata a Roma per fare soldi dopo aver battuto sulla testata abruzzese “Tentazioni a luci rosse” quand’era ancora minorenne – Qui mi prostituivo in casa, mettendo annunci sui giornali. Venivano dottori, avvocati, persone di ogni estrazione sociale: chi frequenta i trans è un tipo al quale piace cambiare, per cui l’incontro non mancava mai. Guadagnavo mille euro al giorno, ora arrivo a 100 appena, praticamente ci pago l’inserzione. Per cui devo cambiare zona – continua – sono costretta. Dei 150 viados che risiedono in questa via so che diversi stanno per smontare le tende».

Anche il suo compagno, un mediatore del credito di 34 anni, si è accorto che le entrate sono calate. «Sto con lui da un anno – racconta Sonia – Assiste chi deve ottenere un mutuo per comprare casa. Dove andrò? Forse a Ottavia. Guadagneranno molto, ma molto, i trans che avranno la fortuna … [continua]

2 anni fa
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Un ministro o un esponente di centro destra? Trema “chiappe d’oro”. È caccia ai clienti vip.

Natalie

È partita una caccia frenetica ai cosiddetti “chiappe d’oro”. Prima, però, occorre una premessa: il copyright del pittoresco soprannome è di Gianguarino Cafasso, pusher salernitano ed elemento chiave dell’inchiesta-scandalo che ha portato Piero Marrazzo alle dimissioni. Uno spacciatore che purtroppo non può più fornire informazioni utili, perché stroncato da un’overdose il 12 settembre scorso. Fino a quella data, però, il suo è stato comunque un ruolo cardine: tra i primi a cercare di “piazzare” il video dell’ex governatore del Lazio in compagnia di un trans. Libero era stato contattato proprio da Cafasso, che commentando il filmino aveva spiegato: «Ahò, ma io li posso rovinare. C’ho dei clienti tra i politici, che se ve lo dico… C’è uno, uno grosso, che lo chiamano “chiappe d’oro” per come je piace».

Ecco gli identikit
Gli inquirenti iniziano a delineare un identikit preciso dei vip finiti nel calderone di via Gradoli. I viados si fanno sfuggire mezze ammissioni, anche con i giornalisti, e lasciano intendere che coinvolti nello scandalo siano pezzi davvero grossi. A quanto è dato sapere (e a quanto si può scrivere) sono tre i vip finiti in uno stralcio dell’inchiesta. Uno è un importante politico del centrodestra che ricopre un incarico di governo. L’altro, un collega avversario, tra i più in vista del centrosinistra. Infine, un giornalista molto conosciuto agli addetti ai lavori e anche al pubblico del piccolo schermo.

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2 anni fa
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Marrazzo filmato in mutande con una trans. A quando le dimissioni? Mai!

Piero Marrazzo«Il filmato parte dalla camera da letto. Si vede un uomo che indossa soltanto una camicia, accanto ha un transessuale seminu­do. ‘Favorite i documentì intima una voce fuori campo. L’uomo sgrana gli occhi. ‘Non mi rovinate, non mi fate del malè risponde. Poi va verso un tavolino. Poco dopo vengono inquadrate alcune strisce di cocaina e una piccola cannula per aspirarla. Accanto c’è un tesserino della Regione Lazio che viene ‘zoomatò per captarne i dettagli. È intestato a Piero Marrazzo. È lui l’uomo ripreso con un telefonino all’interno dell’appartamento che si trova in via Gradoli, zona nord di Roma. Il video dura un minuto e mezzo ed è servito a tenerlo poi sotto ricatto. Perché in quel momento il Governatore, minacciato e per questo preso dal panico, consegna ai due militari che hanno compiuto l’irruzione tre assegni per un totale di 20.000 euro. Titoli che non risultano incassati, ma che da quel momento lo hanno messo in scacco. Sono i primi di luglio. Marrazzo lascia l’appartamento e decide di non denunciare quanto è successo. Probabilmente non sa che sarà costretto a incontrare nuovamente queste persone, a soddisfare alcune loro richieste. Non può neanche immaginare che cosa accadrà in seguito». Lo scrive Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera.

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