2 anni fa
Da Svastichella a Marrazzo, fatti e personaggi di un anno vissuto pericolosamente.

Dallo stupro di Guidonia alla storica visita del Papa in Campidoglio, dal caso delle piscine costruite per i Mondiali di nuoto alle aggressioni alla comunità omosessuale, passando per il piano nomadi e lo scandalo a luci rosse che ha visto coinvolto il presidente della Regione, Piero Marrazzo, che ha lasciato l’incarico aprendo la strada alle elezioni regionali di marzo. E poi la paura per Luca Bianchini, lo stupratore seriale, il conflitto istituzionale sul Teatro dell’Opera fino alla candidatura del centrodestra di Renata Polverini per la presidenza della Regione Lazio. Ecco i fatti e i personaggi che, mese per mese, hanno connotato il 2009.
GENNAIO - LO STUPRO DI GUIDONIA
Il 2009 si apre con due violenze che hanno fatto molto discutere: la prima avviene a Capodanno, ai danni di una 25enne, nel corso dei festeggiamenti alla Nuova Fiera di Roma. La seconda, il 22 gennaio, avviene a Guidonia, alle porte di Roma: una coppietta di fidanzati appartata nella propria è aggredita da quattro romeni. Lui, 24 anni, viene picchiato e chiuso nel portabagagli della sua utilitaria. Lei, 21enne, viene violentata a turno dai balordi. I quattro ora sono in carcere, mentre due loro complici, accusati dalla procura di Tivoli di aver favorito la fuga dei quattro connazionali responsabili dello stupro, dopo un periodo passato ai domiciliari sono tornati in libertà lo scorso 29 ottobre per scadenza naturale dei termini.
2 anni fa
Da domani si processa “svastichella”.
Parte domani, mercoledi’ 18 novembre, il processo a carico di Alessandro Sardelli, detto Svastichella, il pregiudicato quarantenne che il 22 agosto scorso aggredi’ una coppia gay all’Eur, accoltellando gravemente uno dei due, Dino, 31 anni. Il procedimento si terra’ presso il tribunale penale in piazzale Clodioa alle 10. “Arcigay Roma si costituira’ parte civile nel procedimento giudiziario - afferma il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo -. Abbiamo deciso di farlo, perche’ si e’ trattato di una ferita per tutta la comunita’ lesbica e gay - continua Marrazzo -, che ha scosso il Paese. L’assenza di una legge contro l’omofobia dimostra, anche in questa vicenda, l’arretratezza italiana nel contrastare con forza questo reato. E’ necessario che si riapra il dibattito parlamentare. La soluzione che proponiamo e’ l’estensione della legge Mancino anche per i reati di odio verso le persone lesbiche, gay e trans. E alle istituzioni, anche agli enti locali, chiediamo la creazione di un fondo di sostegno per le vittime dell’omofobia, che spesso non possono tornare a una vita normale e non ottengono alcun risarcimento”.
2 anni fa
Cronista gay aggredito, perquisizioni e interrogatori sul litorale.
Perquisizioni e interrogatori sul litorale per identificare gli aggressori del cronista musicale di «Rumore». Una vicenda oscura, passata dalla squadra giudiziaria di Ostia alla Digos e sulla quale gli inquirenti dicono poco o nulla. «Si tratta sicuramente di un gruppo di delinquenti comuni», spiegano al XIII commissariato, da ieri nell’occhio del ciclone per l’ennesimo caso, presunto, di omofobia. Vittima un giovane collaboratore della rivista «rockettara» diretta da Claudio Sorge, storico conduttore di Radio Rock, colpevole solo di vestire in modo eccentrico. Andrea, chiamiamolo così, ieri pomeriggio è stato di nuovo interrogato dagli agenti di polizia nella sua abitazione sul lido di levante. Il 30enne ha riportato la frattura del setto nasale e di una costola, nonché escoriazioni sul volto e sul torace per le percosse subite dai tre sconosciuti a pochi passi dallo stesso commissariato.
«Tornavo da Roma, ero stato a un concerto di una band inglese per scrivere un articolo - racconta al piantone la notte fra venerdì e sabato -. Sceso dal bus notturno, all’altezza della stazione Lido Nord, sono passato davanti ad alcuni ragazzi. Mi hanno fatto il saluto romano. Era buio». I tre lo adocchiano, lo sbeffeggiano per quella giacca da «checca» che indossa sui jeans a tubo. «Frocio di m…», urlano. Lui tira dritto sperando che la cosa finisca lì. Imbocca viale dei Promontori, Andrea, supera la parrocchia Stella Maris e lo stradone buio che porta alla questura locale. Improvvisamente i tre gli si parano davanti. Lo circondano, gli gridano che è una sporca checca. Poi lo riempiono di calci e pugni. Andrea crolla a terra mentre i balordi se la danno a gambe levate. Il resto finisce in una denuncia contro ignoti. Carta straccia se la notizia non fosse uscita per altre vie. Un fatto grave, condannato da tutte le forze politiche, a cominciare dal sindaco Alemanno che da Auschwitz commenta: «È stata un’aggressione molto violenta. Una vicenda preoccupante, basata su fatti allucinanti come quello di identificare un modo di vestire con un comportamento. Purtroppo nelle nostre periferie esistono gruppetti di ragazzi emarginati, che pensano di affermare se stessi in questa maniera». Solidarietà anche dall’assessore alle Politiche Sociali del Campidoglio Sveva Belviso: «L’aggressione avvenuta la scorsa notte ad Ostia è un grave atto di intolleranza ed inciviltà per la quale ci deve essere una condanna unanime. È assurdo che un giovane ragazzo possa rischiare la vita per colpa di un gruppo di delinquenti che fa della sopraffazione e della violenza». «È orrendo, un assurdo episodio di intolleranza - dice Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay -. È bastato l’abbigliamento della vittima per far pensare che fosse gay e scatenarli. Occorrono risposte forti e immediate perché la nostra città non ne può davvero più». (Stefano Vladovich - Il Giornale)
2 anni fa
Ostia. Al grido di ‘frocio comunista’ giù botte al gay.
Nuova aggressione ad Ostia.
Al grido di ‘frocio comunista’ giù botte ad un ragazzo omosessuale ad Ostia, sul litorale romano. Nella notte tra sabato e domenica scorsi, un giovane di trent’anni, critico musicale, sarebbe stato pestato violentemente da tre ragazzi, forse ‘attirati’ solo dal suo modo di vestire alternativo. I tre lo hanno assalito alle spalle, colpendolo a calci e pugni: il trentenne è poi riuscito a divincolarsi e a raggiungere un vicino commissariato di Polizia, prima di essere trasportato in ospedale dove i medici gli hanno diagnosticato la rottura del setto nasale, di una costola e traumi allo zigomo. La storia è raccontata oggi da Il Messaggero.
“Quando mi hanno visto mi hanno fatto il saluto romano - racconta la vittima al quotidiano - io ho fatto finta di niente e ho continuato a camminare per la mia strada”, ma i tre lo hanno seguito, fino ad aggredirlo: “Sono arrivati alle spalle, mi hanno urlato ‘frocio comunista’ e poi mi hanno massacrato alle spalle. Pensavo che mi avrebbero ammazzato”. “E’ orrendo. Un assurdo episodio di intolleranza. Un uomo, inseguito, quasi braccato e poi picchiato selvaggiamente nel cuore della notte”, commenta in una nota il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo: “Come raccontano oggi i giornali, l’abbigliamento della vittima ha fatto pensare ai suoi aggressori che fosse gay e questo è bastato a scatenarli. Dobbiamo tutti domandarci come è stato possibile arrivare a questo punto. Contro questo clima di intolleranza occorrono risposte forti e immediate perché la nostra città non ne può davvero più. Rilanciamo di nuovo l’appello alle istituzioni: si parta subito con iniziative educative e di formazione a cominciare dalle scuole del territorio e - conclude Marrazzo - in grado di coinvolgere tutta la nostra comunità. Non possiamo attendere oltre”.
2 anni fa
A Testaccio. “Colpiti con una mazza da baseball perché siamo gay”.

Parla uno dei quattro ragazzi picchiati giovedì sera da «un eterosessuale di circa 40 anni» davanti alla storica discoteca “Alibi” a Testaccio.
«È arrivato di colpo con la sua auto. Ha frenato, è sceso ed è corso verso di noi. Aveva una mazza di baseball. Ha colpito a raffica. Un colpo di taglio in testa al mio amico brasiliano, uno l´ho preso io sul braccio, una botta sulla spalla di un altro. Allora siamo scappati». Ha avuto paura il diciannovenne gay, uno dei quattro ragazzi picchiati giovedì sera da «un eterosessuale di circa 40 anni» davanti alla storica discoteca “Alibi” a Testaccio.
Perché credi vi abbia colpito?
«Ci ha colpiti con odio, è tutto quello che posso dire. Il giovedì sera all´Alibi c´è una serata che si chiama “Gloss”, è un giorno misto, ci siamo noi gay ma anche tanti ragazzi etero. Alcuni di loro all´uscita ci hanno decisamente provocati. Noi abbiamo reagito ed è scoppiata una rissa. Sembrava tutto finito quando è arrivato quel tizio che non avevamo mai visto prima».
Forse un amico dei ragazzi che vi hanno provocato?
«Forse sì perché è venuto direttamente da noi. Io ero con due miei amici brasiliani, che fanno i ballerini, entrambi ventenni, ed un altro amico della mia età. Si vede chiaramente che siamo gay. Non credo che volesse picchiare qualcun altro».
Siete scappati subito?
«Un ballerino aveva già preso il taxi perché era molto spaventato dopo la rissa. Eravamo in tre quando è arrivato quel tizio. Io e un altro ci siamo rifugiati in un bar, l´altro ballerino aveva la testa che gli sanguinava ma abbiano visto subito che la ferita non era grave. Ma il tizio con la mazza ci ha inseguiti, solo che nel bar non l´hanno fatto entrare».
Vi ha aiutati qualcuno dunque…
«Proprio aiutati non direi. Soprattutto durante la rissa e dopo quando è arrivato quel pazzo nessuno ha mosso un dito. La cosa sconcertante è che sono rimasti fermi anche gli addetti alla sicurezza, mentre ci picchiava non sono intervenuti non dico per difenderci ma almeno per fermarlo».
Chi è stato ferito di più?
«Uno dei ballerini brasiliani, quello che ha avuto la botta in testa. Ma nessuno di noi è andato in ospedale, non stavamo malissimo fisicamente, ci è andata bene se ci dava un colpo alla tempia ci potevamo rimanere. Lo spavento è però stato grande». (Anna Maria Liguori - La Repubblica Roma)
2 anni fa
Trans aggredita all’Euro, l’amica della vittima: “Hanno tentato più volte di investirci”.
Parla la testimone che ha visto travolgere il trans da un automobilista ubriaco: quando si è voltata l’hanno colpita.
C’è una trans finita in ospedale, con la testa spaccata, quattro giorni dopo l’aggressione a una coppia gay in pieno centro. E ora la comunità gay denuncia «un clima di intolleranza e di violenza che fa paura». «E’ un’aggressione - dice Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay - violentissima e dolorosa, da condannare con forza. Se dovesse essere confermato il movente discriminatorio saremmo di fronte a una circostanza dalla gravità eccezionale».
L’ultimo episodio risale a martedì sera, piazzale Pino Pascali, zona Quarticciolo: la vittima è una trans di quarant’anni, C.A., conosciuta come Vittoria, sudamericana, in Italia da oltre vent’anni. E’ una sua amica, anche lei straniera, a raccontare all’avvocato di Arcigay, Daniele Stoppello, di aver visto «Due uomini a bordo di un’auto ci avevano prese di mira: hanno cercato di investirci, poi la mia amica è stata presa ed è stata lasciata a terra sanguinante». La trans sarebbe caduta in terra e avrebbe battuto la testa. La testimone dovrà essere sentita dalle forze dell’ordine. «E’ ancora scossa - spiega Fabrizio Marrazzo - vedremo nelle prossime ore di chiarire la dinamica».
L’uomo che guidava dopo l’investimento si è fermato e ha chiamato lui stesso il 112. Questo fa ritenere ai vigili urbani che indagano sulla vicenda, che si sia trattato di un incidente e che non ci sia un movente di omofobia. L’uomo è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza.
«L’irresponsabile comportamento della politica di questi giorni, soprattutto il mancato rinvio in Commissione della legge Concia, e il grave ritardo in cui si trova la maggioranza sui diritti civili - denuncia Imma Battaglia, presidente Di Gay Project - rischia di creare un pericoloso clima a danno di gay e trans. Ho sempre sostenuto che siamo di fronte a episodi violenti marginali ma si è arrivati di nuovo a usare i gay come strumento di scontro politico e questo è grave. Anche per questo dalla marginalità rischiano di emergere in queste ore episodi violenti ai danni di omosessuali e trans». Enzo Foschi, consigliere Pd alla Regione, sottolinea come «la lista di queste vittime si sta allungando, quasi che fosse divenuta un bollettino di guerra. Occorre che le istituzioni non latitino di fronte a questi episodi e che alle dichiarazioni di solidarietà, come la mia, si facciano seguire atti concreti per il riconoscimento dei diritti civili». (Il Messaggero)
2 anni fa
Ovvia la voglia di protestare ed immediatamente il tam-tam si è messo in moto convocando, per mezzo di Facebook, una manifestazione di protesta da tenersi stasera alle 21 Roma di fronte alla Camera in Piazza Montecitorio. Munirsi di candela. (Gaynews24)
2 anni fa
Domani in procura denuncia contro ignoti per l’aggressione di ieri.
“Domattina depositeremo la denuncia contro ignoti in Procura con allegati referti medici ed attenderemo l’esito dell’indagini”, lo annuncia il responsabile legale di Arcigay Roma, Daniele Stoppello, e avvocato di Massimo e Francesco, la coppia di omosessuali aggrediti ieri da un gruppo di giovani in una traversa vicino a via del Corso, nel centro di Roma. “Ormai le aggressioni si ripetono senza soluzione di continuità ed è un fatto allarmante, preoccupante”, sottolinea l’avvocato dei due ragazzi, che sono davanti all’avvocato ma non vogliono rilasciare dichiarazioni: “Non vogliamo dire niente”. Sono ancora “scioccati e impauriti”, spiega Stoppello. Ieri, dopo l’aggressione, sono scappati ritornando verso via del Corso nel tentativo di attirare l’attenzione di qualcuno, per cercare aiuto, perchè nessuno li aveva aiutati. Solo dopo, quando tutto era finito, un gruppo di turisti toscani si è avvicinato loro e ha chiesto: ‘Come state?’.
2 anni fa
Coppia gay aggredita in centro. “Presi a calci al grido di ‘camerati!’”.
I ragazzi sarebbero stati avvicinati da 6 giovanissimi a bordo di 3 scooter.
Una coppia di ragazzi gay denuncia di essere stata aggredita questo pomeriggio nei pressi di via del Corso, mentre stava percorrendo a piedi via del Collegio Romano diretti al Pantheon. I ragazzi sarebbero stati avvicinati da 6 giovanissimi a bordo di 3 scooter. Il più giovane della coppia, Francesco, un venticinquenne, sarebbe stato aggredito con un colpo di casco sulla testa e un calcio all’inguine. A raccontare l’episodio è Massimo Fusillo, il compagno di Francesco e presidente di un’associazione di orientamento Gay “Leather Club Roma”. “Eravamo appena usciti da Palazzo Venezia - ha raccontato Massimo Fusillo - dopo aver visitato la mostra l’intenzione era quella di andare a pranzare in un ristorante al Pantheon. Ci siamo incamminati lungo via del Corso e abbiamo deciso di tagliare per una delle stradine laterali quando siamo stati avvicinati da 6 ragazzi in motorino: erano giovanissimi, forse dai 16 ai 18 anni”. La coppia, ancora scossa per quanto accaduto intono alle 14, al momento non ha sporto denuncia e sta valutando se rivolgersi alle forze dell’ordine. Secondo il racconto di Fusillo, probabilmente ad attirare l’attenzione degli aggressori è stato l’abbigliamento della coppia gay, che indossava capi in stile Skinhead sharp (l’acronimo di skinhead against racial prejudice, ovvero contro il pregiudizio razziale), tra cui anche i classici lacci delle scarpe gialli. “Forse - ha spiegato - hanno visto il nostro modo di vestire come un affronto o forse hanno solo capito che siamo una coppia gay, anche se in quel momento non ci stavamo scambiando effusioni. Ci hanno avvicinato - ha continuato - erano alle nostre spalle, ci hanno fatto il saluto romano ma noi non abbiamo risposto, poi ci hanno più volte gridato ‘camerati’. Io ho cominciato a correre verso via del Corso pensando che anche il mio compagno lo stesse facendo ed invece è rimasto indietro. Il tempo di accorgermene e lo avevano già aggredito. ‘Io non sono fascista’ ha gridato Francesco mentre i suoi aggressori fuggivano in sella agli scooter diretti verso piazza Venezia. ‘Appunto, lo siamo noi’, hanno risposto. Fisicamente Francesco sta abbastanza bene - ha detto Fusillo - a parte il dolore alla mano con cui ha cercato di proteggersi dal colpo alla testa. Psicologicamente è invece ancora molto scosso, alcuni mesi fa aveva subito un’altra aggressione, gli avevano puntato un coltello alla gola”. Secondo quanto riferito i due fidanzati sarebbero stati immediatamente soccorsi da alcuni turisti italiani per poi andare a raccontare il fatto ad una vicina auto della polizia municipale. “Ci hanno consigliato di prendere un taxi - ha concluso Fusillo - ma ci aspettavano di essere almeno accompagnati ed invece, sconvolti, ci siamo incamminati da soli a piedi verso piazza San Silvestro”. (La Repubblica di Roma)
Aggredita coppia omosessuale da branco di sei ragazzi in via del Corso.
“Una coppia gay e’ stata aggredita questo pomeriggio nei pressi di via del Corso, mentre percorreva a piedi via del Collegio Romano diretta al Pantheon. I ragazzi sono stati avvicinati da 6 giovanissimi a bordo di 3 scooter. Il piu’ giovane della coppia,Francesco, 25 anni, sarebbe stato aggredito con un colpo di casco sulla testa e all’inguine”. Lo riferisce in una nota il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo, esprimendo ”sconcerto e rabbia” per la nuova aggressione.
“Abbiamo sentito le vittime dell’aggressione - aggiunge Marrazzo - a cui abbiamo espresso la nostra vicinanza e solidarieta’ e forniremo loro tutto il nostro supporto. A colpirci e’ soprattutto l’eta’ dei giovanissimi aggressori, e il fatto che abbiano urlato slogan neofascisti prima di scagliarsi contro la coppia gay. C’e’ un degrado morale di chi commette questi atti di omofobia: e’ indegno commettere violenza verso una coppia che si ama e si tiene per mano”.
“Incredibile e’ il fatto che l’aggressione sia avvenuta a poche ore dalla manifestazione Uguali - aggiunge il presidente di Arcigay Roma - che ieri ha portato nelle strade della Capitale migliaia di persone per rivendicare pari diritti per le persone lesbiche, gay e trans. Le modalita’ dell’aggressione confermano la necessita’ di un piano culturale e formativo contro l’omofobia che parta prima di tutto dalle scuole. E’ un invito che abbiamo gia’ rivolto alle Istituzioni e che ribadiamo di nuovo con forza”. (Adn Kronos)

