Notiziegay.com a Roma
2 anni fa
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Roma, pallottola al pm che indaga sul prete accusato di pedofilia.

ProiettileUn proiettile in busta chiusa e una lettera delirante che inneggia all’amore libero con i bambini. L’hanno ricevuta il pubblico ministero Francesco Scavo e l’associazione “La Caramella buona”, il 12 ottobre scorso. Nel testo senza firma e scritto al computer, si fa riferimento al processo nei confronti di don Ruggero Conti, il prete accusato di pedofilia che ha spaccato in due gli abitanti di Selva Candida, tra chi si brucerebbe una mano per difenderlo e giurare sulla sua onestà, e chi invece sostiene, perché genitore di presunte vittime, che l’ex parroco ha cercato di abusare di alcuni giovanissimi. Nelle assurdità scritte su un foglio bianco compaiono le minacce: «Procuratore Scavo ti condanniamo», ma si fa riferimento anche a Mario Staderini, membro della direzione dei Radicali italiani che si è costituito parte civile nel processo. «Staderini falso radicale», è l’accusa che gli rivolgono mentre parlano di «tanti casi di ingiustizia di persone pure innocenti condannate alla gogna». E ancora di «un processo, quello contro Ruggero Conti che è un enorme complotto di vermi schifosi».

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2 anni fa
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Speronò auto polizia nei viali della prostituzione minorile maschile, assolto monsignore.

Valle Giulia MuseoMonsignor Cesare Burgazzi, 51enne sacerdote della Segreteria di Stato Vaticana, è stato assolto ieri dall’accusa di danneggiamento, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale dal Tribunale di Roma, perché il fatto non costituisce reato. Lo hanno riferito fonti giudiziarie.
Il monsignore, che era stato fermato il 7 maggio del 2006 nei pressi di Valle Giulia da alcuni poliziotti in borghese che stavano effettuando un controllo contro la prostituzione maschile minorile, aveva reagito ed era scappato speronando alcune auto delle forze dell’ordine. Tre agenti, quella sera, dovettero ricorrere alle cure mediche.
Il monsignore si giustificò sostenendo di aver avuto paura di essere rapinato.

“E’ una sentenza che ci aspettavamo ma che non condividiamo, perché fa passare un messaggio sbagliato, cioè che non fermarsi ad un controllo della polizia non costituisce reato”, ha dichiarato uno degli avvocati dei poliziotti, Daniela D’Apice.
Non è stato possibile al momento raggiungere il legale di Burgazzi per un commento.
“Impugneremo la sentenza di assoluzione e agiremo penalmente nei confronti del monsignore per le dichiarazioni calunniose verso gli agenti di polizia. Monsignor Burgazzi ha detto anche di aver firmato un verbale senza averlo letto perché gli erano stati tolti gli occhiali e che i certificati medici degli agenti erano falsi”. (Gaynews24)

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