2 anni fa
Roma, pallottola al pm che indaga sul prete accusato di pedofilia.
Un proiettile in busta chiusa e una lettera delirante che inneggia all’amore libero con i bambini. L’hanno ricevuta il pubblico ministero Francesco Scavo e l’associazione “La Caramella buona”, il 12 ottobre scorso. Nel testo senza firma e scritto al computer, si fa riferimento al processo nei confronti di don Ruggero Conti, il prete accusato di pedofilia che ha spaccato in due gli abitanti di Selva Candida, tra chi si brucerebbe una mano per difenderlo e giurare sulla sua onestà, e chi invece sostiene, perché genitore di presunte vittime, che l’ex parroco ha cercato di abusare di alcuni giovanissimi. Nelle assurdità scritte su un foglio bianco compaiono le minacce: «Procuratore Scavo ti condanniamo», ma si fa riferimento anche a Mario Staderini, membro della direzione dei Radicali italiani che si è costituito parte civile nel processo. «Staderini falso radicale», è l’accusa che gli rivolgono mentre parlano di «tanti casi di ingiustizia di persone pure innocenti condannate alla gogna». E ancora di «un processo, quello contro Ruggero Conti che è un enorme complotto di vermi schifosi».
