Notiziegay.com a Roma
2 anni fa
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A Roma la Regina di Giordania. Si vocifera di un incontro molto privato con Aurelio Mancuso.

Queen RaniaE’ di oggi la notizia circa la prossima visita ufficiale in Italia, su invito del Capo dello Stato, dei reali di Giordania. Attorno alla bellissima regina Rania erano già corse voci nei giorni scorsi circa una sua presunta partecipazione, assieme ad un’altrettanto bellissima cognata, la principessa Haja, ad un non ben precisato convegno sulla condizione delle donne e degli omosessuali nei paesi arabi. Cosa alquanto probabile visto l’impegno con cui si dà da fare per l’affermazione femminile negli stati arabi la bella regina di origini palestinesi. Quindi assodato che comunque la regina di Giordania la settimana prossima sarà in Italia non ci aspetta che avere la conferma di una vovina circa un incontro riservato con il Presidente nazionale dell’Arcigay, Aurelio Mancuso, proprio per mettere a punto gli aspetti del convegno che la vedrebbe relatrice.

Interrogato da più parti sulla vicenda, Aurelio Mancusio, ha negato di saperne qualcosa. I reali di Giordania saranno in Italia dal 20 al 22 ottobre. Metteremo un detective alle calcagna di Mancuso con l’indicazione di seguirlo qualora lo veda vestito elegantemente ed incravattato, con la speranza che il nostro detective non sbagli ‘regina’…

2 anni fa
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Aggredita coppia omosessuale da branco di sei ragazzi in via del Corso.

Via del Corso“Una coppia gay e’ stata aggredita questo pomeriggio nei pressi di via del Corso, mentre percorreva a piedi via del Collegio Romano diretta al Pantheon. I ragazzi sono stati avvicinati da 6 giovanissimi a bordo di 3 scooter. Il piu’ giovane della coppia,Francesco, 25 anni, sarebbe stato aggredito con un colpo di casco sulla testa e all’inguine”. Lo riferisce in una nota il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo, esprimendo ”sconcerto e rabbia” per la nuova aggressione.

“Abbiamo sentito le vittime dell’aggressione - aggiunge Marrazzo - a cui abbiamo espresso la nostra vicinanza e solidarieta’ e forniremo loro tutto il nostro supporto. A colpirci e’ soprattutto l’eta’ dei giovanissimi aggressori, e il fatto che abbiano urlato slogan neofascisti prima di scagliarsi contro la coppia gay. C’e’ un degrado morale di chi commette questi atti di omofobia: e’ indegno commettere violenza verso una coppia che si ama e si tiene per mano”.

“Incredibile e’ il fatto che l’aggressione sia avvenuta a poche ore dalla manifestazione Uguali - aggiunge il presidente di Arcigay Roma - che ieri ha portato nelle strade della Capitale migliaia di persone per rivendicare pari diritti per le persone lesbiche, gay e trans. Le modalita’ dell’aggressione confermano la necessita’ di un piano culturale e formativo contro l’omofobia che parta prima di tutto dalle scuole. E’ un invito che abbiamo gia’ rivolto alle Istituzioni e che ribadiamo di nuovo con forza”. (Adn Kronos)

2 anni fa
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La Sapienza, baci “incrociati” contro l’omofobia.

Kissing Sapienza

Baci omo,lesbo ed etero sotto i semafori. Decine di studenti dell’università La Sapienza a Roma si sono scambiati baci tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso, a volte in gruppo, per dire no all’omofobia e al sessismo. Molti dei baci sono stati scambiati in modo appassionato per lunghi minuti e sono durati il tempo di uno stop delle auto al semaforo, sulle strisce pedonali, ma in alcuni casi hanno bloccato il traffico per qualche minuto. Coppie omosessuali ed eterosessuali si sono improvvisate nella performance itinerante, definita ‘cross kissing’ e organizzata dal collettivo universitario “Lgbtiq - SuiGeneris”. Davanti ai semafori attorno alla città universitaria della Sapienza, ma anche all’interno, gli studenti e le studentesse, tra i 20 e i 25 anni, si sono scambiati anche baci “alla francese” con persone del loro stesso sesso. Gli automobilisti fermi al semaforo, stupiti di fronte agli insoliti baci, hanno cominciato a suonare il clacson, chiedendo poi con agitazione di passare con il verde. Ma al nuovo rosso, la performance è ricominciata. Un bacio contagioso. All’iniziativa si sono aggiunte man mano altre persone, alcune hanno partecipato “a un bacio a tre”. “Abbiamo dato via a questa azione/performance per dare visibilità ad una questione, quella della scelta sessuale e dell’identità di genere, che spesso si cerca di mantenere ‘invisibile’ o, all’opposto, di strumentalizzare politicamente come sta accadendo in questi giorni in occasione del dibattito sulla legge mancino: un’aggravante per le violenze non ci basta- si legge nella nota- abbiamo fatto questo gesto per ribadire che essere contro l’omofobia è innanzitutto essere antifascisti, e con questo spirito invitiamo tutte le associazioni, i singoli, i collettivi lgbt - e non solo - a partecipare allo spezzone che stiamo costruendo per la manifestazione del 10 ottobre”.

La proposta dell’Arcigay.

Intanto è arrivata la proposta dell’Arcigay di Roma di istituire un fondo nazionale contro le vittime dell’omofobia. “E’ necessario istituire un fondo nazionale per le vittime dell’omofobia”, ha detto il presidente dell’Arcigay di Roma, Fabrizio Marrazzo,nel corso della conferenza stampa a cui ha partecipato, tra gli altri, Dino, il giovane gay accoltellato lo scorso 22 agosto a Roma davanti al Gay Village da Alessandro Fardelli, detto ‘svastichella’. Per Marrazzo “il risarcimento richiesto per aggressioni di questo tipo rischia di divenire lettera morta perchè in alcuni casi l’aggressore è nullatenente oppure non viene individuato. E spesso chi ha subito violenza si ritrova in condizioni di non poter lavorare e in difficoltà economica, come è successo a Dino”. Nel corso della conferenza stampa è anche intervenuto Dino. A un mese e mezzo dalla violenza subita il 22 agosto di fronte al Gay village, il ragazzo ha fatto vedere le proprie ferite. “Sono traumatizzato, la notte non riesco più a dormire. Ho incubi costanti, non riesco a tornare alla vita di prima”, ha detto. Ha fatto vedere la cicatrice sull’addome, segno dell’operazione. “Avro’ cicatrici a vita - ha detto - questa e’ quella fisica. Ho scelto di tornare a mostrami per essere un testimone, e per convincere tutti i ragazzi e le ragazze vittime di omofobia a denunciare gli episodi di violenza a loro danno”. (La Repubblica)

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L’incauto presidente dell’Arcigay romana batte cassa.

Marrazzo Del GiudiceOggi il super-presidente dell’Arcigay romana, Fabrizio Marrazzo, rilascia una dichiarazione ad uso della stampa, visto che manca da qualche giorno dai media, e chiede soldi, o meglio, lancia un’iniziativa a livello nazionale pro “vittime dell’omofobia”. Non c’è che dire, un’ottima idea ma ci domandiamo il perchè di questo passaggio: “questo fondo potrebbe essere integrato dagli enti locali, come avviene in altre regioni d’Italia per le donne vittime delle violenze”. Che vuol dire l’incauto e malaccorto preside con queste parole? Integrare significa che qualcosa c’è già, messo da chi? Dall’Arcigay? Ottimo e da dove provengono i quattrini? Ad esempio dal ‘tesoretto’ di Milano? Che conta all’attivo oltre seicentomila euro? Che fa Marrazzo? Sta infrangendo il sogno di Paolo ‘Hilton’ Ferigo di una ‘frociolandia’ ambrosiana? Oppure sono le solite parole dette tanto per dire? (Max Forte)

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