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2 anni fa
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Trans trovato morto in un sacco dell’immondizia a Ostia Antica.

CarabinieriAncora un transessuale morto a Roma. L’ultimo in ordine di tempo è stato trovato il giorno di Santo Stefano ad Ostia Antica, nascosto in un sacco dell’immondizia, in un canneto su una sponda del Tevere. Probabilmente si tratta di un delitto, ma le cause della morte devono essere ancora stabilite. Il decesso, secondo un primo sommario esame dei resti, risale ad almeno un mese fa e singolare è la coincidenza con la morte di un altro viado, Brenda, uno dei testimoni del caso Marrazzo, deceduta il 22 novembre per asfissia nel suo monolocale in seguito ad un incendio. Al momento, l’identificazione del trans non è semplice: il cadavere è in avanzato stato di decomposizione e la parte superiore del corpo è praticamente ridotta a scheletro anche per effetto dell’intervento dei roditori.
I Carabinieri ieri mattina hanno effettuato un sopralluogo. Rastrellamenti e perlustrazioni sono andati avanti tutto il giorno nella zona della pineta di Castelfusano per trovare armi e rintracciare viados che potrebbero conoscere la vittima: continua così il lavoro dei carabinieri di Ostia guidati dal colonnello La Gala per risolvere il mistero.


“Durante tutta la giornata - spiegano i carabinieri - abbiamo perlustrato la zona, prima era stato impossibile a causa di un violento temporale, e abbiamo rastrellato con il metal detector alla ricerc adi bossoli e coltelli con esiti negativi”. Da ieri e proseguiranno ad oltranza, inoltre, sono in corso perlustramenti alla ricerca di viados che potrebbero riferire della scomparsa di colleghi o amici: al momento non risultano elementi utili in tal senso, ma i militari stanno ascoltando alcuni viados rintracciati nella zona.
Oggi inoltre, al policlinico Gemelli, sarà condotta l’autopsia sul cadavere. Il corpo, scarpe con tacchi a spillo, slip rossi e un cappotto marrone, era lì da molto tempo, forse un mese, era infatti in avanzato stato di decomposizione, scheletrizzato, e con la pelle mangiata dai roditori, non è stato quindi possibile nemmeno sapere se si trattasse di un travestito o di un transessuale, perché le eventuali protesi non erano riconoscibili. Non è nemmeno - spiegano gli investigatori - stato possibile rilevare segni di violenza e quindi risalire con certezza alle cause della morte, ed è il risultato che si aspetta dall’autospia anche per chiarire se si tratti di omicidio o di una morte accidentale, magari avvenuta per overdose e poi il reato si concretizzi nel solo occultamento di cadavere.
Attraverso il dna, se la vittima fosse schedata, inoltre sarebbe possibile risalire alla sua identità. Riguardo ad un possibile collegamento con il caso Marrazzo e la morte di Brenda, gli investigatori non fanno ipotesi,
aspettano di avere ulteriori elementi, anche tecnici, ma sottolineano: “Al momento non ci sono elementi che fanno pensare ad un collegamento, anzi alcuni particolari farebbero pensare a due piste diverse: il luogo del ritrovamento del cadavere e il tipo di abbigliamento indossato, soltanto slip e scarpe indosso e sopra un cappotto, tipico dei viados della zona. Il che fa pensare ad ambienti diversi dalla prostituzione dei transessuali negli appartamenti”. (Il Faro)

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