Notiziegay.com a Roma
2 anni fa
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Nel caso Marrazzo irrompe la morte di Brenda. L’amico: l’hanno ammazzato.

Brenda

Luxuria: «era una persona scomoda».
Un trans: «Stava male psicologicamente, potrebbe essersi ucciso». Palermi (Pdci): «È un omicidio inquietante»
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«L’hanno ammazzato, non so chi. Stava male psicologicamente, voleva tornare in Brasile: ora devono trovare chi ha fatto tutto questo». Così Barbara, transessuale brasiliano amico di Brenda, parla della morte del connazionale nella sua abitazione di via Due Ponti a Roma. E racconta di averlo visto la sera prima: «Giovedì ci siamo incontrati in un parcheggio, abbiamo bevuto un bicchiere di liquore, poi l’abbiamo lasciato in casa a vedere la televisione - racconta -. Né polizia né carabinieri hanno fatto nulla e tutti i trans che abitano in questa zona sono a rischio di morte, abbiamo molta paura». L’amico comunque non esclude che Brenda possa essersi suicidato e ha aggiunto che il proprietario di casa voleva buttarlo fuori.

NATALIE - Natalie, l’altro transessuale coinvolto nel caso dell’ex presidente Marrazzo, dice di non sapere che cosa sia successo. «Non lo so se è stato un suicidio, se le è successo quello che è successo forse è perché ha fatto qualcosa. Ma io non lo posso dire, nessuno sa la verità. Può darsi che lei si sia ammazzata, può darsi che qualcuno l’abbia fatto, ma questa non è una cosa mia, io non c’entro niente». Si continua a parlare di un secondo video su Marrazzo, ma anche in questo caso Natalie nega di sapere qualcosa in più: «Non ho visto un secondo video, lo dicono in giro che ci sia». Ammette però che nella vicenda ci siano degli elementi inquietanti, ora che alla morte di Gianguarino Cafasso, il pusher-protettore, si aggiunge quella di Brenda: «Che è strano è strano, però non posso dire, non ho amicizie con loro che abitano là, mi dispiace che sia morta ma non era mia amica, era solo mia compaesana».

«MANDANTI IN ALTO» - Sulla vicenda è intervenuto anche Paolo Ferrero, segretario del Prc: «Evidentemente qualcuno le ha voluto tappare la bocca per evitare che dicesse tutto quello che sapeva. Evidentemente non solo Marrazzo aveva frequentato via Gradoli. Questa seconda repubblica è marcia e con essa parte della sua classe dirigente: i mandanti vanno cercati in alto». Manuela Palermi del Pdci è sicura che tratti di un «omicidio inquietante»: «È evidente che si tratta di un omicidio. Dopo il caso Marrazzo sono circolati, e poi immediatamente censurati, altri nomi di personaggi noti legati alla politica, allo spettacolo, allo sport coinvolti in casi simili. Mi auguro che le indagini facciano luce su queste vicende oscure, per tentare di recuperare una dignità alla politica, oggi ridotta in gran parte a un sistema di sesso, potere e ricatti incrociati».

«VICENDA OSCURA» - Secondo Imma Battaglia, presidente di Gay Project, «nella morte di Brenda c’è molto di più della transfobia. Qui c’è la commistione di vicende criminali, di marginalità sociale, di sfruttamento, di corruzione, di ipocrisia della politica. Questa è una brutta e oscura storia che ha oggi il volto di una vittima sulla cui morte occorre fare rapidamente chiarezza ed evitare manipolazioni o strumentalizzazioni». Le associazioni GayLib e Azione Trans parlano di mancata protezione: «Proprio oggi, giornata internazionale del ricordo delle troppe transessuali uccise nel mondo ci chiediamo se la magistratura non avrebbe dovuto tenere sotto sorveglianza e protezione la testimone chiave di una vicenda sempre più ingarbugliata - afferma la presidente di Azione Trans Francesca Eugenia Busdraghi -. Di certo la trans si era trovata in un affare molto più grande di lei». E il presidente di GayLib Enrico Oliari: «È sconvolgente che nell’arco di due mesi ci si trova a contare il secondo morto. La vicenda sta oggettivamente assumendo contorni oltremodo foschi». (Il Corriere della Sera)

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