2 anni fa
Caso Marrazzo. Proiettato in tribunale il video sul Governatore e la trans.
Il Riesame ha deciso: uno dei carabinieri libero uno ai domiciliari, soltanto due restano in cella.
«Se mi lasciate andare vi sarò grato». Parla l’ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo, immortalato nel famoso video del ricatto. La scena è quella dell’irruzione nell’appartamento del transessuale, il 3 luglio scorso. Marrazzo appare sconvolto. Si rivolge ai due carabinieri appena entrati in casa, che lo stanno riprendendo a tradimento con la telecamera del cellulare, e cerca di sistemare così le cose. La frase è chiara, intelligibile e l’hanno sentita tutti, magistrati, avvocati e imputati, ieri, durante l’udienza del Tribunale del riesame dedicata all’istanza di scarcerazione dei quattro carabinieri arrestati. In serata la sentenza: Nicola Testini, libero e i domiciliari per Antonio Tamburrino.
Confermata invece la custodia cautelare in carcere per gli altri due militari «infedeli», Luciano Simeone e Carlo Tagliente. Sia la Procura sia i difensori dei due militari in carcere hanno annunciato ricorso. Dal video, osservando i movimenti delle labbra dell’uomo politico, si ricostruisce anche un’altra frase. «Mi stanno facendo un blitz…». Marrazzo parla al trans Natalie e usa un tono talmente sottovoce che le parole non si sentono. Ma come hanno raccontato tutti quelli che hanno visto il video nel corso delle trattative dell’estate, nei due minuti di filmato vi sarebbe anche una terza frase che racconta tutta l’angoscia dell’ex governatore, terrorizzato dallo scandalo che stava per abbattersi su di lui: «Ci sono giù i giornalisti ad aspettarmi?».
Marrazzo quel giorno era convinto che il blitz dei carabinieri fosse l’inizio della fine per la sua carriera. La situazione poi si evolse in una tentata estorsione, ma questa è un’altra storia. Ed è appunto quanto ha esaminato ieri il Tribunale del riesame a cui si sono rivolti gli avvocati dei quattro imputati, chiedendo la scarcerazione dei loro assistiti. L’analisi del video, ovviamente, può cambiare molto la posizione dei quattro indagati, due dei quali, come è noto, sono accusati di avere tentato oltre al ricatto nei confronti di Marrazzo, anche diverse rapine ai danni di trans della zona. E a proposito di trans, la scorsa notte uno dei transessuali coinvolto nell’affaire Marrazzo, la famosa Brenda, è finito in ospedale dopo essere stato coinvolto in una rissa e aver dato in escandescenza all’arrivo dei carabinieri.
Una pattuglia l’ha trovato ubriaco e ferito al volto in via Biroli, sulla via Cassia. I carabinieri erano stati avvertiti da alcuni passanti che hanno chiamato il 112 segnalando che in strada stava avvenendo un’aggressione che coinvolgeva un transessuale. Brenda, brasiliano di 32 anni, era stato avvicinato da alcuni ragazzi che approfittando del suo stato di ubriachezza gli avrebbero portato via la borsa con soldi e cellulare. Poi Brenda avrebbe anche tentato di farsi del male da sé sbattendo la testa contro una macchina parcheggiata e di nuovo, portata in ospedale ha dato ancora in escandescenza, minacciando il personale sanitario con un paio di forbici da medicazione e arrecandosi delle lesioni alle braccia. (La Stampa)
