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2 anni fa
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Caso Marrazzo. Nomi eccellentissimi nei verbali in attesa dello scoppio del vero scandalo.

MarrazzoUn altro trans rapinato, dubbi sulla droga. Le versioni di Natalie e dell’ex presidente spesso non coincidono. La vendita del video: ora spuntano anche faccendieri.

Inizia oggi una settimana importante per l’inchiesta sul ricatto all’ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo. La procura risentirà domani i quattro carabinieri sotto accusa, perché spera di chiarire molti degli aspetti emersi dalle ultime testimonianze, prima che il Tribunale del riesame valuti la posizione di ognuno di loro. I magistrati vogliono vedere chiaro anche nelle tante dichiarazioni rese a verbale da Natalie, il trans con il quale l’ex presidente della Regione è stato filmato. Ci sono nomi, personaggi che entrano ed escono nella vicenda, potenziali altri clienti ricattati, imprenditori dal passato “movimentato” chiamati a “piazzare” il filmato attraverso il loro circuto di conoscenze.

Non è un caso, forse, che sulla testimonianza la procura mette gli omissis proprio quando la brasiliana parla di una rapina ai danni di un altro trans, Raquel, che avrebbe ricevuto la visita dei carabinieri - rapinatori, e che forse fa il nome del cliente di turno. E anche quando il viado racconta di essere andata a casa di Marrazzo dopo la visita degli indagati nel suo appartamento di via Gradoli.

«Mi chiamò Piero - dice ai magistrati - e mi disse di andare da lui. Sono salita su un taxi e ho raggiunto la sua abitazione». Il resto del verbale è “oscurato”, forse perché i due parlano di quanto è successo, o si mettono d’accordo su cosa dire. Raccontano, insomma, particolari sui quali il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Rodolfo Sabelli stanno cercando di fare chiarezza.

Alla trans viene chiesto anche se conoscesse Gianguarino Cafasso, il tossico morto per overdose a settembre scorso, dopo aver detto che qualcuno lo voleva morto. I militari sotto accusa fanno il suo nome perché cercano di attribuire a lui la ripresa del video “incriminato”, ma Natalie sembra smentire questa versione. E ancora altri aspetti non del tutto chiari: la versione del transessuale e quella resa da Marrazzo spesso non coincidono. Natalie parla di un incontro a giugno, l’ex governatore a luglio. Sempre la brasiliana sostiene che lui era andato a trovarla di pomeriggio. Marrazzo parla della mattina. Per questa ragione, gli inquirenti hanno deciso che dovrà essere risentito a breve, non appena le sue condizioni di salute lo consentiranno.

Vogliono chiedergli spiegazioni su molti elementi rimasti misteriosi: la presenza di droga, cocaina, nell’appartamento dove incontrò il transessuale, stupefacente che è anche visibile nel video girato dai carabinieri con il telefonino. E poi il giro di soldi, notevole, che ruotava attorno agli incontri con i trans.

Ci sono pure i tre assegni a sua firma che avrebbe consegnato ai presunti ricattatori. Assegni mai incassati e dei quali Marrazzo racconta di aver denunciato la scomparsa. Una denuncia che, però, non compare negli atti dell’inchiesta ma della quale l’avvocato dell’ex governatore assicura di avere una copia. (Cristina Mangani - Il Messaggero)

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