2 anni fa
Chi è ‘Chiappe d’oro’?. Politici e trans, Gasparri spiega e minaccia.
«Questo vociare è uno squallore vergognoso. Ma vi giuro che il primo che scrive una riga fuori posto, o che solo lascia intendere qualcos’altro, lo trascino in tribunale»: lo ha detto al quotidiano Il Giornale, Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl in Senato, riferendosi alle voci su un suo presunto coinvolgimento in una retata antitrans avvenuta a Roma nel 1996, nate dall’ipotesi che, dopo il caso Marrazzo, anche altri politici siano coinvolti nello scandalo.
Le «malignità», spiega il quotidiano della famiglia Berlusconi, nascono dalla coincidenza che 15 anni fa Gasparri visse con la famiglia in via Gradoli (dove si trova la casa in cui è stato trovato l’ex governatore del Lazio) e da un episodio accaduto tredici anni e raccontato a tutti dallo stesso senatore.
Secondo la ricostruzione del quotidiano diretto da Vittorio Feltri, e confermata dallo stesso Gasparri, nella primavera del 1996 l’ormai ex sottosegretario agli Interni «venne invitato al Circolo del Polo, nella zona sportiva dell’Acqua Acetosa, che a quei tempi (e anche in questi) pullulava ogni sera di donne o uomini in vendita con perizoma e calze a rete». La moglie di Gasparri arrivò all’appuntamento in auto, in compagnia di Italo Bocchino poiché il marito, attardatosi per questioni di partito, le disse che l’avrebbe raggiunta di lì a poco. Gasparri arrivò con molto ritardo perché, qualche minuto prima, una pattuglia di carabinieri s’era incuriosita dal procedere a singhiozzo di una Fiat Punto fra i viali dell’Acqua Acetosa. Fermato, Gasparri si qualificò e spiegò che stava facendo su e giù lungo quei viali pieni di circoli sportivi perché non conosceva l’esatta ubicazione del Circolo del Polo e, a causa della scarsa illuminazione, non riusciva a trovare l’entrata. Chiarito l’equivoco, Gasparri trovò la strada giusta e arrivò a destinazione.
«Una volta al tavolo - prosegue la ricostruzione del quotidiano - Gasparri ha sbandierato ai quattro venti l’episodio, fors’anche per giustificarsi dell’inqualificabile ritardo: “Aho’, ma lo sapete? M’hanno fermato i carabinieri qua vicino. Pensa se passava qualcuno e me vedeva, poteva pensa’ che annavo coi trans”!». (Il Secolo XIX)
